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Quell'incredibile 99 - Il plein air entra in classe - Nuovi obiettivi  

Il 2000 passato prossimo - Editoriale 2000 

Emozioni plein air

A chi non ha il camper - Il turismo itinerante su internet 

Le nuove tendenze del turismo - Cos'è un raduno di camperisti

Sono un canperista - Canperisti 2, la vendetta

Cara Isernia, ho perso 50 anni - A proposito della Federcampeggio

Velleitari? No, unanimistici - Unicalogo per il dopo-vacanze

Documento del Consiglio Direttivo - I misteri degli istituti giuridici italiani

Il ventennale del Club - Per chi non conosce il camper

Diario di un'esperienza

 


Quell’incredibile ‘99

(dal numero di dicembre 1999)

Messaggio ricevuto alla casella di posta elettronica del Club

Siete organizzatissimi, voi del Camping Club Pesaro; anche noi qui a Lecco abbiamo un club, ma molto meno organizzato. Abbiamo molto apprezzato il depliant che avete preparato sugli itinerari nella vostra bellissima regione.

Siamo stati in provincia di Pesaro nei giorni del ponte dei morti e siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall’accoglienza ai camper e dai luoghi.

Bellissima Gradara e le gole del Furlo. Abbiamo mancato Acqualagna per un soffio!!

Siamo un gruppo di 5 camper di Lecco, e vorremmo progettare un viaggio a Natale nelle vostre province.

Potete aiutarci? Un grazie sentito

Tiziana Perego

Questo messaggio mi ha riempito di soddisfazione, perché leggendolo ho avuto la conferma che tutto il lavoro che il nostro Club ha fatto negli ultimi anni sta ottenendo gli obiettivi che si prefiggeva: promuovere il turismo plein air; fare conoscere le bellezze naturali e i luoghi d’interesse della nostra provincia; rendere comoda la visita e la permanenza dei turisti itineranti nella nostra provincia, specialmente in quei centri privi di strutture recettive tradizionali come alberghi e pensioni.

Il 1999 è stato un anno intensissimo per il nostro Club ed essendo questo l’ultimo numero dell’anno è doveroso tracciare un bilancio, suddividendolo per argomenti.

- TESSERAMENTO. Nel ’98 eravamo 163 e speravamo di diventare 200. Oggi siamo 277: quindi un incremento del 70%! E già abbiamo nuove adesioni che renderemo effettive nel nuovo anno. L’area di Marotta contribuisce in maniera importante al reclutamento, così come le convenienti convenzioni con centri vendita e centri d’assistenza, con compagnie d’assicurazione, con officine meccaniche, negozi, gommisti, elettrauto, con riviste e con campeggi, ecc.; ma credo che ci sia anche un’adesione "complessiva" alle attività del Club.

- DEPLIANT PROVINCIALE "ITINERARI PLEIN AIR". Per me è la "perla" della nostra attività. Presentato a febbraio, il depliant con gli "Itinerari Plein Air" che abbiamo realizzato per conto della Amministrazione Provinciale ha registrato un successo strepitoso. Le 25.000 copie della prima edizione sono già in esaurimento e ci auguriamo che sia accettata la nostra proposta di un aggiornamento e di una ristampa. Il depliant ha ricevuto commenti molto positivi dalla stampa (sia quella locale che quella specializzata), dalle associazioni di campeggiatori, dagli amministratori locali e, soprattutto, è stata molto apprezzata dagli utenti finali, cioè dai camperisti, che lo richiedono e lo utilizzano per poter meglio organizzare la propria vacanza nel nostro territorio. A Parma per esempio molti visitatori si presentavano allo stand della Regione Marche per richiedere espressamente il nostro depliant. Siamo stati i primi in Italia a realizzare un’opera del genere: è costato molto impegno, ma il risultato ripaga degli sforzi.

- RAPPORTI CON ENTI PUBBLICI. I rapporti con le Amministrazioni locali segnano un bilancio positivo: possiamo vantare una diffusa presenza d’aree di sosta e camper service ed è stato risolto l’annoso problema dell’area di sosta attrezzata ad Urbino, cosicché ora anche il centro di maggior richiamo culturale della nostra regione offre un’adeguata ospitalità al turista plein air. Finalmente possiamo indirizzare senza imbarazzi e remore i tanti camperisti che ci chiedono informazioni sulla visita di Urbino!

Anche Pesaro è sulla buona strada per avere un’area attrezzata per camper adeguata alle esigenze turistiche del capoluogo: il Sindaco Oriano Giovannelli (che detiene la delega per l’urbanistica) ha assicurato che il progetto, avviato dal precedente Assessore Ilva Sartini, sarà inserito nel piano delle prossime realizzazioni urbanistiche (anche grazie al finanziamento ottenuto dalla Regione); se non ci saranno ostacoli imprevisti, entro l’estate Pesaro avrà un’area attrezzata nei pressi del nuovo Palazzo dello Sport.

Sono continuate le collaborazioni con l’Amministrazione della Comunità Montana del Catria e Cesano e con i comuni della Valcesano, un territorio che si conferma particolarmente accogliente per il nostro turismo. Vedendo l’efficacia di questa collaborazione altri Comuni ci hanno chiesto di collaborare per organizzare la presenza turistica plein air ed abbiamo così allacciato rapporti, che speriamo di continuare ed intensificare, con Acqualagna, Faenza, Carpegna e altri.

Una considerazione: fino a poco tempo fa i rappresentanti del Club, quando dovevano incontrare qualche amministratore, bussavano alla loro porta con timidezza, se non addirittura con timore reverenziale; oggi capita sempre più spesso che siano gli Amministratori a chiamarci per chiedere la nostra collaborazione…

- IMMAGINE E COMUNICAZIONE. Abbiamo rinnovato il marchio del Club ed è un logo molto innovativo; infatti, siamo forse l’unico camping club a non avere nel nostro marchio un camper o una caravan. Dopo qualche perplessità iniziale, sembra sia stato ben accettato e ha dimostrato di essere facilmente utilizzabile dal punto di vista grafico, come si è visto nel ricamo sulla maglia e sul cappellino e nella decorazione della roulotte.

Il nostro mensile "Giramondo" ha registrato un aumento costante del numero delle pagine che lo compongono e del numero delle copie stampate. Non sta a me dirlo perché ne sono il principale responsabile, ma pare che il giornalino sia apprezzato e richiesto. Vorrei comunque rivolgere un appello ai Soci affinché si allarghi il cerchio di quelli che collaborano alla sua realizzazione: mandate la descrizione di un viaggio, raccontate le vostre emozioni durante una vacanza, i guai passati e i piaceri provati, le vostre esperienze tecniche su impianti e accessori, ecc., ma SCRIVETE, altrimenti diventerà sempre più difficile rendere il nostro Giramondo gradevole e interessante. Vorrei anche ringraziare tutti quelli che mi hanno dato una mano finora, in particolare Luciano Mantovani, che con i suoi interventi riesce a regalare momenti poetici e/o divertenti.

Abbiamo ampliato e sviluppato un settore che riteniamo fondamentale per la comunicazione, specie in prospettiva futura: mi riferisco ovviamente ad internet. Il nostro sito (indirizzo web: www.turismoitinerante.com/pesaro), gentilmente ospitato dall’amico Enzo Novellis, ci ha permesso di allacciare nuovi contatti, anche nel resto d’Europa. Inoltre si sta rivelando strumento utilissimo per propagandare le nostre iniziative.

- RAPPORTI CON FEDERCAMPEGGIO, UNIONE CLUB AMICI, ASSOCIAZIONE REGIONALE E ALTRI CLUB. Abbiamo salutato con piacere l’avvicinamento che si è verificato a Parma tra le due associazioni nazionali alle quali aderiamo; evidentemente anche altri cominciano a rendersi conto che sono molti di più gli obiettivi comuni e i punti sui quali è facile trovare accordi, che quelli su cui potrebbero registrarsi delle opinioni divergenti.

La Federcampeggio ha finalmente preso una posizione chiara e valida sul tema delle aree di sosta, approvando una bozza di proposta di Legge Regionale, alla cui elaborazione hanno partecipato alcuni nostri Soci. Resta ancora molto da fare per rendere la Federazione Nazionale Campeggiatori adeguata alle attuali necessità del turismo itinerante, ma sono convinto che questo è un primo segnale apprezzabile.

Anche l’Unione Club Amici ha sviluppato iniziative interessanti, come il "patto d’onore" stipulato con i Vigili Urbani e il "CamperStop", che, se fosse recepito in maniera diffusa dai gestori di campeggi, potrebbe in parte risolvere il problema del rapporto, sempre difficile in Italia, tra camper e campeggio.

Il bilancio dell’attività dell’Unione Regionale Marche ha come fiore all’occhiello il 2° Raduno della Solidarietà, svoltosi ad Annifo, che ha bissato il successo ed il significato di solidarietà già registrati lo scorso anno a Cesi.

Meno confortanti sono stati i risultati ottenuti su altri obiettivi che ci si prefiggeva: è mancato il coordinamento nel calendario delle iniziative dei vari club regionali, tanto che spesso si sono verificati accavallamenti che hanno penalizzato la riuscita di alcuni raduni, ma del resto alcune iniziative sono state aggiunte in "corso d’opera".

Non si è ancora realizzato il depliant regionale dedicato al plein air.

I rapporti con gli altri Club marchigiani sono filati via nella normalità, con qualche reciproco scambio di partecipazione a raduni; mi auguro che in futuro questi scambi siano più intensi.

Piuttosto anche in questa occasione voglio ricordare il disappunto che abbiamo provato per la scarsa partecipazione di rappresentanti di altri Club in occasione del Convegno sul Plein Air da noi organizzato a Senigallia: è stata l’unica nota stonata di un’iniziativa ben riuscita, che ha visto la presenza di numerosi amministratori che si sono dimostrati attenti alle nostre problematiche. In occasioni del genere sarebbe auspicabile una migliore e più puntuale visibilità da parte dell’Associazione Regionale e di tutti i Club.

Proprio a Senigallia abbiamo allacciato rapporti con il Club Viaggiare in Libertà di Ancona, un’associazione che non è iscritta alla Federcampeggio, con la quale abbiamo verificato numerosi punti in comune e che ha partecipato con numerosi equipaggi ad alcuni nostri raduni.

- RAPPORTI CON CENTRI VENDITA E PRODUTTORI. L’anno trascorso testimonia che questo terreno offre possibilità estremamente stimolanti: da un lato abbiamo avuto il piacere di vedere confermato l’appoggio di numerosi centri vendita con l’inserimento della loro pubblicità nel giornalino e con la sponsorizzazione di alcune spese sostenute (Conero Caravan e Gieffe per la maglia e Caravan Point per il cappellino dati in omaggio ai Soci, Lloyd Adriatico per lo striscione del club, Giocaravan per i cartelli segnaletici dei raduni ed il restauro della nostra roulotte; Cerioni Pubblicità per le scritte della roulotte); dall’altro lato abbiamo scoperto che sono possibili iniziative comuni assai significative. Già in primavera avevamo notato qualcosa: la nostra prima uscita all’estero (la "Pasqua nella Romantiche Strasse") aveva ricevuto il plauso di Giocaravan (che si era accollate le spese di organizzazione) e poi il raduno "Caravan Point" perfettamente organizzato da Gianni Sabbatini a Mercatale ci hanno fatto capire che questa "compartecipazione" era un percorso da sperimentare; in seguito il dinamismo del titolare di Giocaravan, Luciano Conz, ci ha "travolto" ed è così venuta fuori l’idea del doppio Raduno di Pergola, patrocinato da Laika. Non l’aveva mai fatto nessuno: non c’era mai stato un raduno patrocinato da una ditta produttrice di veicoli ricreazionali. Abbiamo aperto una strada nuova e a sentire i commenti dei diretti interessati e degli osservatori esterni l’abbiamo aperta bene. Adesso speriamo di poter proseguire questo percorso e che il contatto che si è stabilito a Pergola possa dare sviluppi concreti, non solo in termini di ulteriori raduni, ma anche di individuazione di richieste da fare insieme (utenti e produttori) per migliorare le condizioni del turismo plein air.

- RADUNI. Quest’anno ne abbiamo fatti tanti, forse troppi, e personalmente (come del resto anche Nicola Manes) sono stato coinvolto in maniera troppo pesante: la vita familiare è stata sconvolta dal continuo squillare del telefono con richieste di partecipazione, informazione, iscrizione a questo o quel raduno; una baldoria che è durata praticamente tutto l’anno e, se non voglio mettere in pericolo l’integrità del nucleo familiare, sarà meglio che d’ora in avanti mi sottragga a qualche impegno…

Sant’Arcangelo di Romagna, la Strada Romantica, Mercatale, la Fiorita sul Catria, Marotta, Monte Grimano, Casalbordino e le Tremiti, Serra S. Abbondio, Annifo, Frontone, Faenza, Pergola, Acqualagna: una raffica di appuntamenti tutti ben riusciti e tutti ben organizzati. A proposito di organizzazione permettetemi di segnalare che ormai abbiamo raggiunto uno standard difficilmente riscontrabile in altre associazioni. Il lavoro scrupoloso che riusciamo a mettere in campo non ha eguali. Il merito va equamente diviso tra tutti quei soci che puntualmente si danno da fare: Foglietta, Farina, D’Angeli, Facondini, Albertini, Mantovani, Cerioni, Ruffini, Giua, Licari, Ongarelli, Pezzolesi, Rossini, Diotallevi, ecc. Ma in particolare ci sono tre soci (e le loro mogli!) che davvero sono impareggiabili ed insostituibili: Allegrucci, Cecchini e Nigosanti. Sono capaci di spianare montagne pur di assicurare un’accoglienza gradevole e precisa ai nostri raduni.

Un ringraziamento particolare va poi ai due soci che hanno organizzato importantissime manifestazioni fuori della nostra provincia: Giulio Bucciarelli per Casalbordino e Claudio Taroni per Faenza, due appuntamenti che, con un grande successo di partecipanti, hanno avuto il merito fondamentale di far conoscere agli amministratori locali le potenzialità del turismo all’aria aperta.

- RAPPORTI CON LA STAMPA. Possiamo ritenerci fortunati, perché godiamo della stima e dell’amicizia di molti organi di informazione. Le riviste di settore come PleinAir, Auto Caravan, Turismo all’Aria Aperta e Camper & Caravan si occupano spesso delle nostre iniziative e qualche volta ci onorano con la presenza diretta di loro rappresentanti. Abbiamo avuto spazio su Itinerari e Luoghi, un’interessante mensile che si occupa di turismo, e su giornali che non si trovano in edicola, ma solo in internet: Turismo Itinerante, Vivere su Ruote, Camper, L’Angolo del Camperista, Camperando, Vademecum del Camperista sono siti/pubblicazioni virtuali che aumentano costantemente il numero di lettori/visitatori.

Anche l’informazione locale, sia giornalistica, che televisiva, ci ha dedicato spazi maggiori.

- (Dulcis in fundo!) IL NOSTRO PRESIDENTE. Non so se tutti ci rendiamo conto della quantità di sacrifici, rinunce e lavoro che Nicola Manes deve sopportare per svolgere nel modo che fa il ruolo di Presidente. Senza di lui non ci sarebbe nessun bilancio da commentare, non ci sarebbero rapporti con enti pubblici, né pubblicazioni da mostrare con orgoglio, non ci sarebbero aree di sosta che fanno bella la vacanza di tanti turisti italiani e stranieri, non ci sarebbero spazi nella stampa nazionale e locale, non ci sarebbe stato il messaggio che avete letto all’inizio, non ci sarebbe stato proprio niente. Io credo che tutto questo dobbiamo tenerlo bene a mente ogni volta che parliamo del club; la conduzione che Nicola ha fatto da quando è Presidente è esemplare. Sa essere equilibrato e lungimirante, stratega e politico, sa vedere oltre la superficie, sempre e dappertutto. Sono doti non comuni, perciò mi auguro, per il bene del club, che voglia a lungo rimanerne alla guida. Speriamo solo che si accontenti di vedere l’alto numero di iscritti e della stima e dell’amicizia dei soci: il nostro club di più non può dare… 


IL PLEIN AIR ENTRA IN CLASSE

(dal numero di maggio 2000)

ARIA NUOVA NEL TURISMO PLEIN AIR — qualcosa di inedito accadrà il 6 maggio.

Con un sincronismo incredibile in questa data si avranno due manifestazioni in luoghi lontani centinaia di chilometri, con modalità di attuazione diverse ma con uguali finalità.

A Senigallia il ‘PANZINI’, l’Istituto professionale per il turismo più importante del Centro Italia, dopo un’adeguata preparazione, fa presentare ad una classe 4.a del settore turistico un progetto finalizzato allo sviluppo del turismo plein air per una località prestigiosa come Senigallia e la Valle del Misa. Le relazioni che i due allievi terranno, saranno inserite nel convegno che questo Club, insieme a GIOCARAVAN ed all’Istituto stesso stanno organizzando in quella data con l’obiettivo di presentare anche il progetto regionale InCastro che si terrà a fine giugno e che i soci hanno avuto modo di leggere sulle pagine di questo giornale.

L’episodio ha un suo valore intrinseco, nel senso che sta a testimoniare che la cultura del plein air, al di là dei luoghi comuni e delle viete liturgie di coloro che lo interpretano solo come strumento utilitaristico, sta acquisendo cittadinanza e spessore nel contesto dei vari ‘turismi’, alcuni dei quali spesso pubblicizzati oltremisura in ragione di improvvisazione, frutto di un immaginario collettivo che insegue miti e dinamiche estranee alle caratteristiche specifiche del nostro territorio e della nostra cultura.

Il fatto che un Istituto prestigioso come il ‘PANZINI ‘ se ne occupi e che lo inserisca nel novero delle discipline oggetto della formazione professionale, ci autorizza a considerare l’episodio come emblematico e significativo di nuove e feconde sensibilità.

Ancor più importante è quello che accadrà in Campania con il progetto CASERTA E PROVINCIA OLTRE LA REGGIA, nei due fine settimana del 6/7 e del 13/14 maggio. Su sollecitazione di Raffaele Jannucci, infatti, il Provveditorato agli Studi di Caserta promuove una manifestazione che prevede la possibilità da parte dei turisti, di visitare i siti artistici poco conosciuti della provincia con gli allievi ed i docenti che faranno da cicerone ai visitatori.

Alcune scuole ed istituti poi offriranno, negli spazi e nei piazzali esistenti all’interno delle scuole stesse, ospitalità ai visitatori in camper e caravan che ne faranno richiesta. Le scuole quindi di un’intera provincia che si mobilitano per offrire ai turisti le loro conoscenze, mirate a divulgare e far conoscere i tesori artisticamente altrettanto pregevoli quanto la famosa Reggia, ma purtroppo sconosciuti ai più. L’occasione è imperdibile e ci auguriamo che possa dar luogo alla redazione di un serio ed efficace progetto di marketing che dia la possibilità ai turisti, di conoscere ed apprezzare questo suggestivo angolo d’Italia lungo tutto il corso dell’anno. È possibile trovare maggiori informazioni su Plein Air di aprile.

Nicola Manes


NUOVI OBIETTIVI

(dal numero di febbraio 2000)

Senza falsa modestia, possiamo dire che da un po’ di tempo a questa parte, il nostro Club si distingue, nel panorama dell’associazionismo campeggistico nazionale, per alcune iniziative originali e di successo. Per citare solo gli esempi più significativi, indico il depliant con gli itinerari plein air della nostra provincia, la gestione dell’area di sosta di Marotta e il coinvolgimento di un produttore del calibro di Laika nell’organizzazione di un raduno che ha fatto scoprire a 400 equipaggi la bellezza e le risorse di un territorio, abitualmente trascurato dal turismo di massa.

Volendo proseguire nella scoperta e individuazione di nuovi modi di promuovere il turismo plein air ed il nostro territorio, abbiamo pensato di proporre agli amministratori competenti due iniziative:

1) la prima prende spunto dal notevole successo riportato dal depliant " Itinerari plein air in Provincia di Pesaro e Urbino": proponiamo di ristamparlo (la prima edizione è quasi esaurita), aggiornandolo con le nuove aree di sosta realizzate; inoltre, e questo è l’aspetto che più ci interessa, proponiamo che gli itinerari abbiano un riscontro visibile anche sulla strada. Chiediamo cioè la realizzazione e sistemazione di cartelli stradali turistici, che portino un simbolo e la dicitura dell’itinerario che il visitatore sta percorrendo (qui vedete una bozza di esempio). Ciò per rendere "reale" e concreto l’itinerario di visita (un po’ come fanno in Germania e in Francia, dove si incontrano spesso cartelli che segnalano la percorrenza di un itinerario turistico come la "Romantische Strasse", la "Strada dei Vini ", ecc.);

2) la seconda ipotesi riguarda la concretizzazione pratica di un percorso tematico che ha già una sua realizzazione virtuale. Si tratta del "Progetto InCastro", voluto dalla Regione Marche, che tocca rocche, forti e castelli della nostra regione. E’ un itinerario molto interessante che può coniugarsi in maniera facile e immediata con il turismo plein air.

Intendiamo quindi realizzare un raduno itinerante, che prende spunto da questo progetto per guidare il turista a conoscere le bellezze della nostra regione. Toccheremo alcuni dei centri del percorso di InCastro, ci "allacceremo" ad altri richiami di sicuro interesse turistico del nostro territorio (il mare, la natura, la cultura, l’enogastronomia, ecc.).

Lo scopo è quello di far capire, grazie al raduno, l’importanza della realizzazione di un percorso tematico di visita: secondo noi, la fruizione del percorso non deve essere limitata alla alla settimana del raduno, ma estesa a tutto l’anno. Per fare questo proponiamo la realizzazione di una cartellonistica stradale adeguata, l’installazione di punti di informazione nei centri toccati dal percorso e la creazione di un opuscolo che illustri i punti di interesse da visitare e indichi le notizie utili al turista itinerante, cioè aree di sosta, parcheggi, camper service.

Nella pagina InCastro Plein Air trovate la lettera, inviata agli Amministratori competenti, che illustra finalità e programma di questa iniziativa.


IL DUEMILA PASSATO PROSSIMO

(dal numero di gennaio 2000)

Una cinquantina d’anni or sono, e chi c’era può dirlo, era diffusa una ben determinata idea di come sarebbe stato il Duemila.

Il Duemila era una data simbolica che coincideva con la fantascienza, più fanta che scienza. Ma proprio la scienza con i suoi progressi ci autorizzava ai più spericolati voli pindarici.

Chi non ricorda - parlo sempre a chi c’era - le illustrazioni di allora? Città piene di grattacieli solcate da strade sopraelevate. Mezzi di trasporto fantastici e superveloci, aerei ed elicotteri dalle forme più svariate. Ed erano proprio i mezzi di trasporto che promettevano i progressi più avveniristici, in quanto erano enormemente progrediti negli ultimi cinquant’anni. Eravamo passati dal carretto trainato dal cavallo (mezzo di trasporto praticamente invariato da secoli) all’aereo ed all’elicottero. Il treno era diventato di uso comune e lo stava diventando anche l’auto di famiglia. Insomma i nuovi modi di locomozione avevano reso possibili spostamenti nello spazio e nel tempo a dir poco inimmaginabili.

E, se tanto mi dà tanto, cosa ci avrebbero riservato i prossimi 50 anni? E giù a fantasticare proprio sul tema dei mezzi di trasporto. Invece…

Invece non è andata così. I mezzi di trasporto sono sì progrediti, ma non come pensavamo. Aerei, navi, treni e auto sono sicuramente migliorati e si sono maggiormente diffusi, ma sono rimasti praticamente tali e quali, come praticamente uguali sono rimaste le nostre città, salvo qualche circonvallazione (Pesaro esclusa). Addirittura c’è la prospettiva di qualche domenica senza auto.

Perché tutto questo? Perché abbiamo dimostrato più intelligenza del previsto.

Invece di spostarci noi, abbiamo inventato marchingegni che ci consentono di soddisfare le nostre esigenze rimanendo fermi, con risparmio di tempo, denaro e rischio. Il telefonino ci fa parlare - a volte troppo - con chi vogliamo; e anche con chi non vogliamo. La radio e poi la televisione ci ha portato il mondo in casa. Con internet non ne parliamo. Notizie, commenti, arte, divertimenti, paesaggi, avvenimenti, pettegolezzi, litigi, vetrine per acquistare qualsiasi prodotto, tutto questo dalla nostra poltrona. Dicono, giustamente, che la televisione è diventata la nostra piazza: non dobbiamo più nemmeno affacciarci al balcone. E che ne dite del tele-lavoro?

Cinquant’anni fa non avevamo preso in considerazione un piccolo particolare: che uno dei motori del mondo è l’innata pigrizia umana. Il massimo risultato con il minimo sforzo. D’accordo, sarà tutto virtuale, ma volete mettere la comodità!

In questo quadro, comunque, c’è sempre chi guasta lutto. Pensate che resistono certi viaggiatori, con la casa dietro, che si ostinano di andare a vedere personalmente i luoghi desiderati. Ma, come dicono i veneti, se no i xe mati no li volemo.


 EDITORIALE  2000 di Nicola Manes

Ci si avvia verso la fine del 2000 ed è già tempo di consuntivi. Il Club termina quest’anno con un altro balzo prodigioso delle iscrizioni che, alla chiusura, si vedono passare dalle 278 dell’anno scorso alle 410 di quest’anno. Le cifre connotano il consolidamento della tendenza all’aumento sopravanzando così le nostre stesse previsioni che speravano di arrivare alle 350. Purtroppo una quarantina di iscritti non hanno rinnovato. Che dire! Una decina per problemi di carattere fisiologico tipico dei gruppi numerosi quali vendita del camper, trasferimenti ecc. Per gli altri non si sa. L’analisi culturale del fenomeno però, ci dice che vi è nell’ambito del turismo plein air una forte connotazione di tipo individualistico. Amen.

E’ stato un anno che ha visto aumentare il consenso verso le attività del Club non solo per il grande numero di nuovi iscritti, ma anche per la considerazione che esso si è guadagnato per le sue iniziative. In primis InCastro, che nella sua attuazione ha registrato indici di gradimento altissimi e che, anche se non ha visto una grande partecipazione tra gli iscritti (nessuno delle Marche), rimane un’iniziativa valida e credibile, in particolare per l’inizio di Gradara, con la sponsorizzazione di Luciano Conz e della RAPIDO.

E se l’avessimo programmata, per esempio, per le vacanze pasquali? Probabilmente avremmo dovuto opporre un diniego a molte richieste. Invece, nel mese di giugno il turista plein air va al mare. Punto e basta. E non si riesce a schiodarlo dalla spiaggia per nessun motivo: vuoi per il richiamo irresistibile del primo mare, vuoi per la tintarella ecc. Infatti contemporaneamente l’area di sosta di Marotta era sovraffollata: ergo, ne terremo conto per il futuro.

E’ stato l’anno del boom a Fabriano e dintorni: il riuscitissimo raduno sociale d’apertura, l’apertura della bella area di sosta a Genga vicino alle Grotte di Frasassi (uno dei luoghi di maggior richiamo turistico nella regione), la disponibilità e la passione dei soci Busco e Biancini nel raccogliere nuovi Soci e nel propagandare le attività del Club, hanno fatto sì che sono stati numerosissimi i neo-iscritti provenienti da quella zona. Ne siamo davvero soddisfatti e stiamo già organizzando il tradizionale raduno sociale di inizio primavera proprio nella città della carta.

E’ stato anche l’anno del consenso per il dépliant della provincia, da noi rivisitato sia nella grafica (grafico Sauro Sorbini), che nell’arricchimento dei contenuti con l’aggiunta delle principali manifestazioni e con i raduni.

Infine lo stand della regione Marche alla Fiera di Parma, finalmente ricco, funzionale ed esteticamente apprezzabile, è stato letteralmente preso d’assalto dai visitatori che richiedevano in particolare il nostro dèpliant, con grande soddisfazione della Provincia di Pesaro Urbino. Ma la soddisfazione è la nostra in particolare, perché finalmente Regione e Provincia hanno potuto verificare direttamente l’enorme potenzialità del turismo plein air e la validità delle nostre proposte. Ciò ci fa ben sperare per la realizzazione dei futuri progetti che intanto stanno prendendo corpo nella struttura pensante del Club che, come si sa, nel C. C. Pesaro, coinvolge la quasi totalità dei soci. Infatti, se ne sentono di tutti i colori... vedremo.

Intanto, dopo l’ottima riuscita degli appuntamenti di Serra S.Abbondio e Apecchio, prepariamoci a goderci questo scampolo di 2000, che ci riserverà la sempre piacevole accoglienza di Acqualagna (in occasione della Fiera Nazionale del Tartufo), l’interessantissima uscita in Molise (nella quale avremo l’onore di essere guidati da Ivan Perriera, coordinatore nazionale dell’Unione Club Amici), il gustoso invito di Monteciccardo e Mombaroccio e, per ultimo, ma non ultimo, il tradizionale appuntamento per gli auguri di Natale.


Nell'estate 2000 il Corriere Adriatico, il quotidiano più letto nelle Marche, ha ospitato, quasi tutti i giorni, una rubrica, Emozioni Plein Air, curata dal nostro Club in collaborazione con il sito ww.turismoitinerante.com. Qui riportiamo alcuni articoli pubblicati.

A CHI NON HA IL CAMPER

Certo che deve essere tremendo, per chi non possiede un camper, imbattersi in una conversazione con un camperista e, magari inavvertitamente, fare cadere il discorso sulle vacanza, sui viaggi. E chi si salva più?

Consolatevi, anche noi spesso ci parliamo addosso. Ci raccontiamo a vicenda viaggi che non interessano e avventure che nessuno ascolta. Se l’interlocutore tace, è perché aspetta la nostra crisi di apnea per infilare il proprio racconto.

Il camperista ha anche un altro difetto. Vuole a tutti i costi convincervi che trascorrere le vacate in camper è la cosa più bella del mondo. E la foga è tanta che vi viene un sospetto: vuole convincere me o sé stesso?

Ho la netta impressione, comunque, che dovrete imparare a sopportarci, e non solo nelle chiacchiere. La strada ha avuto anche lei la sua evoluzione. Per secoli è stata solo dei pedoni, poi sono venuti i cavalli con o senza traino. Da non molto tempo è comparsa la bicicletta, ma sempre di muscoli si trattava Ed ecco i semoventi prendere il sopravvento: automobili e camion sono diventati i re della strada, emarginando (con una certa arroganza, in verità) gli antichi inquilini che sono a malapena sopportati. Poi, senza alcun preavviso, senza che nessun sociologo vi avesse pensato, ecco i camper. Prima alcuni mezzi guidati da pionieri che suscitavano curiosità, ora letteralmente a sciami.

Dobbiamo riconoscere che, da quando siamo diventati tanti, siamo diventati anche un po’ invadenti. Ma è altrettanto innegabile che dobbiamo convivere. Noi siamo consapevoli che, a volte, siamo guardati con un leggero fastidio. Non capiamo perché, ma una ragione ci sarà. Ed una ragione ci sarà anche nel fatto che tanti, in numero sempre maggiore, scelgono questo modo di fare vacanza. Prendere atto del fenomeno è i1 primo atto di buona volontà che tutti dobbiamo compiere.

E’ un dato di fatto che l’esplosione dei camper ha preso tutti in contropiede ed a tutt’oggi, a mio parere, il fenomeno non è stato analizzato nella misura opportuna. E questo ha provocato reazioni irrazionali. Gli operatori turistici ci guardano come nemici, le autorità locali cominciano ora ad accorgersi di noi dopo averci dimostrato ostilità nelle forme più fantasiose, i media solitamente ci ignorano, gli automobilisti sono seccati perché siamo lenti ed ingombranti.

E noi siamo cresciuti spontaneamente, in maniera caotica, trasferendo spesso al camper i tipici difetti dell’automobilista.

Per questa ragione, caro amico non camperista, queste parole ti vengono da un Club. Perché il Club, come aggregazione ed organizzazione, tende a darci anche una forma di autodisciplina, a mettere un po’ d’ordine in questa manifestazione di italica fantasiosa confusione.

Luciano Mantovani


Il Turismo Itinerante su internet

www.turismoitinerante.com

Il sito turismoitinerante.com nasce con lo scopo di valorizzare, con tutte le peculiarità tipiche di internet, la vocazione degli appassionati a questo modo di fare turismo di mettere in comune le proprie esperienze.

L’idea di base è che se tutti raccontano le proprie esperienze, tecniche, turistiche, comportamentali, sicuramente tutti accrescono il proprio bagaglio di conoscenze per farlo meglio.

Turismo Itinerante è nato quindi come una piazza virtuale in cui gli interessati si ritrovano per scambiarsi notizie, esperienze e informazioni.

Si tratta di un’iniziativa nata nel 1996 dall’entusiasmo di un "patito" (di camper e di internet), che è cresciuta nel tempo grazie anche all’aiuto di altri mossi dalle stesse passioni che partecipano attivamente agli aggiornamenti quotidiani del sito.

Il sito è molto aggiornato e rappresenta, per usare una parola oggi di moda, il portale del turismo itinerante in quanto oltre ad avere una miniera di informazioni pratiche ed esperienze dirette utilissime, consente di raggiungere tutti i siti del settore (associazioni, club, costruttori, concessionari, uffici turistici, siti di promozione turistica, ecc.).

Questo sito rappresenta oggi in Europa il punto di riferimento su internet per il settore ed offre ogni tipo di informazione necessaria per il turismo itinerante (dalle aree di sosta alle normative per i veicoli ricreazionali, dall’elenco dei concessionari ai costruttori di v.r. e accessori, dagli itinerari vissuti "on the road" ai raduni, dalle "idee per viaggiare" alle informazioni turistiche dei luoghi, dagli uffici turisti esteri a quelli regionali, ecc.).

Recensito dalle riviste PleinAir, Autocaravan, Caravan e Camper, Le Camping Car, Panorama, Gente Viaggi, Il Mondo, Il Sole 24 Ore, PC Magazine, Inter@ctive, nel concorso nazionale "Vota il sito", organizzato da Il Sole 24 Ore e SMAU, Turismo Itinerante si è classificato al 14° posto nel 1998, è entrato nella rosa dei 10 finalisti nel 1999 ed occupa al momento posizioni analoghe nell’edizione 2000 ancora in corso.

Enzo Novellis (ideatore e webmaster di www.turismoitineramte.com)


Le nuove tendenze del turismo

Il turismo cambia. Ce ne stiamo accorgendo tutti, non esiste più il turista che chiede soltanto 2-3 settimane di pensione-tutto-compreso in qualche località balneare o di montagna.

Oggi la tendenza va verso un turismo di mobilità: mobilità che significa che non si rimane per più di 2-3 giorni nello stesso luogo; mobilità che significa che non si fa più un unico lungo periodo di vacanza, ma si cerca di spezzettare le ferie in modo da avere brevi periodi di vacanza nel corso dell’anno; mobilità significa che si scelgono regioni che possano proporre un itinerario di visita con una sua logicità e che risponda agli interessi dell’utente.

Di questa situazione sono ben consapevoli gli operatori e non è un caso, per esempio, che la vicina costa romagnola abbia modificato negli ultimi anni la propria immagine, passando dalla formula "pensione familiare + ombrellone + piadina + balera" al tanto reclamizzato "divertimentificio" che tenta di sopperire con l’attrazione di parchi gioco e discoteche all’inesorabile caduta della precedente proposta.

Non dobbiamo infatti nasconderci che la sola risorsa balneare in Romagna così come nelle Marche ha poche frecce al proprio arco: ci sono luoghi di mare che, senza nulla togliere ai nostri, sono altrettanto e, forse, più belli ed attraenti e a volte costano anche meno, specie nel bacino del Mediterraneo.

Qual è allora la carta vincente, per il turismo della nostra Regione e di tutto il Paese? Il valore aggiunto offerto dalla cultura, dalla storia, dai monumenti, dalla natura, dalle tradizioni, ecc.

La valorizzazione e la scoperta di questi valori si sposano magnificamente proprio con il turismo di mobilità: pensate a itinerari di visita che partendo da una delle tante spiagge del nostro litorale portino l’ospite a scoprire la pregiata specialità alimentare, il parco naturale, il prodotto artigianale tipico, il castello medievale, il vino particolare, il museo ricco di opere preziose, ecc. Il programma che ne verrebbe fuori sarebbe ricco ed allettante e potrebbe convincere il turista a fermarsi qualche giorno in più.

Bene, se la richiesta è questa, chi meglio del camper può dare una risposta soddisfacente? Il camper è il prototipo del turismo itinerante e ha anche altre vantaggi:

- richiede investimenti minimi: mentre per tutte le altre forme di turismo occorre costruire strutture costose, qui bastano pochi milioni per allestire un’area di sosta attrezzata e accontentare le esigenze dei camperisti;

- è eco-compatibile: non cementifica e lascia l’ambiente tale e quale a come viene trovato, è sufficiente un camper service (ed il suo corretto uso da parte del camperista) e non rimarrà alcun segno del suo passaggio.


COS’È UN RADUNO DI CAMPERISTI?

Vi spieghiamo cosa c’è alla base dei (mega) assembramenti

La risposta è fin troppo semplice. Un raduno è un’occasione per i camperisti di trovarsi tutti assieme, per trascorrere un fine settimana (o più giorni) in compagnia di persone che hanno le stesse abitudine e lo stesso hobby.

Io ho la mia personale definizione. Un raduno dì camperisti è solo e semplicemente una scusa.

Per dare vita ad un buon raduno occorrono, infatti, alcuni ingredienti indispensabili. Ma quali di questi ingredienti sono reali o "di facciata"? Ognuno di noi può esprimere liberamente la propria opinione tracciando la classica. crocetta nel quadratino.

q Un Organizzatore che è la figura centrale perché da lui dipende la buona o la cattiva riuscita del raduno, che si misura principalmente dal numero dei partecipanti. Più sono, più il Club ne menerà vanto.

q Un Organizzatore che è la figura centrale perché verso di lui si potranno indirizzare ogni genere di lamentela, imprecazione, mugugno. Insomma è la persona sulla quale potremo sfogare i residui di stress che ci portiamo appresso dopo una lunga e faticosa settimana di lavoro.

q Un Presidente, che è la figura carismatica del Club. E’ la persona di rappresentanza, che parla con le Autorità, che tiene i discorsi ufficiali.

q Un Presidente, che è il personaggio più inutile. Tutt’al più qualcuno si vanta di essere in stretta amicizia col presidente. Ma durante i suoi discorsi ufficiali regna la disattenzione e gli sguardi vagano persi dietro pensieri in piena libertà. E’ però buona. educazione sbadigliare con la massima riservatezza.

q Una First-Lady che, naturalmente, è la moglie del Presidente. Rappresenta il collegamento con l’altra metà del Club. Deve tenere di tono elevato la conversazione, avere una buona parola per tutti, distribuire carezze ai bambini, chiedere a tutti come va, se si divertono. E’, insomma, il volto mondano del raduno.

q Una First-Lady che, naturalmente, è quella che comanda. Con un semplice sguardo incenerisce gli inopportuni, riprende il marito, tiene tutto e tutti sono controllo

q Una Guida, che è il punto di riferimento culturale del raduno. Ti accompagna nella visita al monumento principale o al museo. Ti spiega con parole semplici ed accessibili gli aspetti più curiosi dell’oggetto della visita. Ti alleggerisce l’esposizione con gustosi e spiritosi aneddoti. Alla fine è diventata una persona arnica, che ricorderai con piacere.

q Una Guida, che nella maggioranza dei casi è femmina, per renderla accettabile. Elargisce le proprie dotte spiegazioni a quella mezza dozzina che riesce a grandi falcate a raggiungere il cono in cui si irradia la sua flebile voce. Gli altri non è che si disperano. Risponde con garbo alle domande banali di chi si disinteressa della risposta. Risponde con grande autocontrollo alle finte domande della professoressa che non si vuole fare scappare l’occasione di fare sfoggio di tanta misconosciuta cultura. Caratteristica pressoché generale di tutte le guide é che sono più robuste di gamba che di voce.

q La tavolata, che è il momento di giusto relax dopo una passeggiata ristoratrice per il corpo e per lo spirito attraverso i monumenti più famosi della città. Abbiamo fatto del moto, abbiamo visto cose veramente interessanti. Adesso stiamo un po’ in compagnia davanti ad un buon piatto di spaghetti e ad un bicchiere di buon vino.

q La Tavolata, con la T maiuscola perché è il vero scopo del raduno. Una vera e propria abbuffata, che si potrebbe economizzare tempo e danaro sostituendola con una flebo di colesterolo direttamente in vena. Perché nessuno è più vigliacco e subdolo del compagno di tavolata. Senti un po’ delle nostre tagliatelle. Questo arrostino bisogna a-s-s-o-l-u t-a-m-e-n t-e finirlo. Ho portato il vino che vado a prendere direttamente da un contadino del Veneto. E le crostate? A badilate. II giorno che mancherà il limoncino sarà quello del Giudizio Universale. E le chiacchiere diventano sempre più pettegolezzi allo stato puro, le barzellette sempre più sbracate, il sedere sempre più incollato alla poltroncina.

Una cosa non manca mai: l’ironia.

Una cosa deve essere sempre presente: l’autoironia.

(Luciano Mantovani)


SONO UN CANPERISTA

No, non è un refuso. Ho scritto proprio un caNperista con la enne. Ho voluto unire le due parole cane e camper. Per il semplice fatto che per me sono inscindibili, o, per dire meglio, sono inscindibili per il mio cane.

A dire la verità è una cagna e, con la certezza di essere tacciato di bieco maschilismo, devo dire che la sua indole femminile c’è tutta.

C’è una vera simbiosi tra la mia cagna e il mio (mio?) camper, perché per lei è semplicemente inconcepibile che il camper si muova, anche pochi metri, senza la sua presenza.

I preparativi sono, perciò, una sofferenza. Noi cerchiamo di fregarla, di escogitare metodi fuorvianti, ma, per qualche insondabile ragione, qualcosa ci tradisce sempre. Ed eccola quindi fra i piedi. Ci saltella continuamente attorno con quell’aria fra festosa e interrogativa. Quando si parte? Ma si parte, vero, non è che fate scherzi? E comunque, per evitare improbabili malintesi, lei si mette nel sedile davanti e non 1a smuove più nessuno. Capace di starci ore. La conseguenza è che, appena partiti, comincia ad agitarsi perché, dopo tanto tempo passato ad aspettare, deve andare in bagno, ed ai suoi occhi il panorama è tutto un grande bagno.

Il sedile davanti, accanto al guidatore, è a due posti, o al meno questo era nelle mie intenzioni al momento dell’acquisto. Per la mia cagna é a un posto solo, il suo. Se qualcuno si vuole sedere accanto a me gli fa subito capire, in maniera assolutamente inequivocabile, che lo considera un intruso. Spinge con le zampe, si appoggia con tutto il peso, si gratta senza riguardo e conquista spazio centimetro dopo centimetro. E comunque, nella eventualità che il coinquilino di sedile non demorda, deve essere ben chiaro che il posto vicino al finestrino deve essere suo.

Altrimenti come farebbe ad inveire contro i poveri ciclisti e motociclisti che hanno il torto di transitare troppo accostati al caNper. Perché quello che c’è scritto sul libretto di circolazione è una pura formalità burocratica. La proprietà del caNper è fuori di cessione e si tratta, quindi, di un suo territorio da difendere con le buone e, soprattutto, con le cattive. Scusate, ma sapete voi cosa vuol dire esercitare coscienziosamente il mestiere di cane? Solo gli ignoranti si soffermano superficialmente sul mangiare a sbafo e sonnecchiare pigramente tutto il giorno. La vita di un cane che voglia fare il cane è più dura di quanto si creda.

Intanto quando si va via in caNper scoppia la scatolettite. Perché la signora ha meno tempo di cucinare. E allora vai con i cibi equilibrati, proteinati, vitaminati, che piacciono più ai pubblicitari che ai cani. Poi tanto ben di Dio di prati a portata di zampa, e ci si ferma poco e male, con piccole pisciatine frettolose, mentre con quegli odori nuovi da scoprire non basterebbe una giornata

Infatti lo sguardo della mia cagna è sempre sul severo. Lo sanno bene i nostri amici, nel senso di amici miei e della mia famiglia, perché per lei sono solo una manica di delinquenti che ha la mania di gironzolare attorno alla sua proprietà e magari cercare anche di toccarla, se non addirittura di violarla. E allora una grossa ringhiata ed un avventarsi contro il parabrezza mette subito le cose in chiaro.

Per la mia cagna il detto che le gite in caNper sono vacanze mordi e fuggi è quanto mai vero. Lei morde e gli altri fuggono. 

Luciano Mantovani


Il Socio CENCI mi ha suggerito che i CaNperisti, oltre che cani in Camper, possono essere anche Camperisti-cani. Ha perfettamente ragione e ciò mi ha suggerito alcune riflessioni.

CANPERISTI 2: LA VENDETTA

La vendetta è, ovviamente, dei CaNperisti i quali, guidando come cani, hanno trovato un nuovo modo per esprimere le loro frustrazioni e sfogarle sugli altri incolpevoli utenti della strada.

Il CaNperista tipo proviene dalle fila di coloro (non tutti, naturalmente!) che nascono non come Campeggiatori, con la solita trafila Tenda (con autostop) - Roulotte - Camper. Ma nasce Automobilista e rimane tale, sia come impostazione di guida, sia come utenza del tempo libero.

Il Camper è indiscutibilmente un veicolo lento ed ingombrante e, per sua natura, difficile da sorpassare. Il Camperista-cane si fa punto d’onore di rendere un eventuale sorpasso il più difficile possibile. Sta al centro della propria corsia, magari spostato al limite della linea bianca, accelera allo spasimo nei rettilinei e se percorre tortuose strade di montagna si guarda bene dal fermarsi un attimo per dare strada alla lunga coda che si è formata alle sue spalle.

Non dobbiamo rimanere sconcertati più di tanto, inoltre, se troviamo chi si vanta di avere tenuto una certa velocità, di avere toccato i . . . . . . anta all’ora durante una gita: siamo a colloquio con un perfetto esemplare di CaNperista.

Ma il gusto della vacanza, del riposo, della ricarica delle batterie, del trascorrere il tempo con la famiglia, dell’abitar viaggiando, dove sta tutto questo?

L’automobilista usa volutamente, per scelta, un mezzo di trasporto veloce che permette certe prestazioni. Quando diventa Camperista, ma non entra in simbiosi con un mezzo lento, le cui prestazioni qualificanti sono godibili in fatto di confortevolezza, comodità e duttilità, allora ne esce un bastardo (nel senso etimologico della parola, per carità!). Un CaNperista, appunto.

Forse un po’ CaNperisti lo siamo tutti, o, comunque, ognuno di noi, chi più e chi meno, almeno qualche volta lo siamo stati. E’ opportuno, secondo il mio parere che con uno sforzo autocritico, cerchiamo di limitare l’atteggiamento di CaNperista che cova in ognuno di noi e di non perdere di vista che Camper si scrive con la EMME.

Luciano Mantovani

P.S.: E’ doveroso, da parte mia, chiedere scusa ai cani. Chissà per quale contorta ragione quando si vuol dire che qualcuno si comporta male, sia egli un cantante, un attore o, appunto, un guidatore, lo si paragona a un cane. Che c’entrano loro con la guida, con la recitazione, con la musica? Forse perché non possono protestare. Nella fantascientifica ipotesi, comunque, che qualche cane sappia leggere, io mi scuso anticipatamente con la categoria. E vigliaccamente ribadisco che l’idea è stata di Cenci.


CARA ISERNIA, HO PERSO 50 ANNI ....

(dal numero di gennaio 2001)

Cara Isernia,

ho perso 50 anni, i 50 anni che ho vissuto senza conoscerti. Ed è tua, la colpa, che te ne sei stata nascosta fra i monti, come una bella ritrosa.

Ero passato per questa terra quasi indifferente, indispettito dalla furbata di creare a tavolino una provincia inesistente, per creare poi una regione inesistente, per appagare poi clientele ben esistenti e ben esigenti.

E i tuoi monti così intatti, ma così scomodi. E la tua neve da eterno presepe, e i tuoi zampognari che commuovono una volta all’anno.

Luoghi comuni, certo. Ma tu dov’eri? Altre regioni si facevano conoscere, si promuovevano, valorizzavano le piccole o grandi meraviglie di questa sempre più sorprendente Italia.

Io, che pur conoscevo la tua ospitalità, le genuina generosità della tua gente, passavo, sedotto da altre sirene.

Questa volta sono venuto apposta, guidato dai tuoi a cominciare a conoscerti meglio. Ho girato lentamente nelle curve fra i boschi. Ho conosciuto la tua storia, raccontata sommessamente da chi ti ama. Ho apprezzato quello che produci. Ho ascoltato per tre giorni la musicalità cadenzata del tuo dialetto. Sono stato molto bene, come, del resto, mi aspettavo. Che accoglienza, che tranquillità, che sapori! Ma perché ho aspettato 50 anni (concedimi almeno di arrotondare per difetto)?

Ed allora mi è venuta la rabbia di non averti apprezzato prima come avrei dovuto. Anche la, tua gente si lamenta che non sei abbastanza pubblicizzata. Quindi non sono solo io che imputo a te la colpa della mia ignoranza.

E’ deciso: tornerò sicuramente e al più presto. Ma tu non cambiare, lasciati desiderare. Chi è troppo distratto come sono stato io finora, non ti merita. Quell’isolamento che ora ti pesa, più presto di quanto possiamo immaginare sarà la tua ricchezza perché sarà un bene sempre più prezioso perché sempre più raro.

Grazie Isernia, e arrivederci. I prossimi 50 anni recupererò.

Luciano Mantovani


A proposito della Federcampeggio

(dal numero di maggio 2001)

Non ci sembra di rivelare alcunché di nuovo, nemmeno a livello di presa di coscienza, se ci permettiamo, noi come altri, di affermare che la Federcampeggio attraversa un momento di profonda crisi che riguarda sia i processi d'identità che i mezzi, gli strumenti e le capacità di inserirsi con autorevolezza nelle fasi di cambiamento dei gusti, degli indirizzi e delle scelte che ispirano i turisti del terzo millennio. Ne prendiamo semplicemente atto, alla luce di quanto finora è stato fatto e che al di là sicuramente delle intenzioni, ha finito col produrre disagi, delusioni, disimpegno scissioni ed una sottile, latente, non espressa compiutamente ma palpabile sfiducia verso la forma associativa in quanto tale.

Ma non è nostra intenzione bacchettare nessuno, né distribuire pagelle; non ne avremmo l'autorità ed il nostro parere vale quanto quello di chiunque altro. Anche perché è nostro profondo convincimento che le divisioni manichee siano un assurdo concettuale e che nella vita associativa ognuno dà quello che può e fa quello che in quel preciso momento storico gli è consentito di fare; vuoi per la naturale evoluzione della cultura unanimistica sociale, vuoi per il contesto normativo vigente, vuoi per il contributo dei compagni di viaggio, per le esigenze degli associati ecc.

 Epperò non prendere atto della profondità della crisi d'identità che attraversa la Federcampeggio, ci sembrerebbe una fuga dalla realtà ed un atteggiamento tartufesco nei confronti di un'associazione che reputiamo indispensabile per le sorti del plein air nel paese.

Attendiamo perciò con speranza ma anche con preoccupazione, la celebrazione del congresso nazionale di ottobre, per il quale cercheremo di dare il nostro contributo in piena lealtà, ma con altrettanta fermezza nelle tesi nelle quali noi crediamo.

Ci sembra, purtroppo, che il dibattito stenti a decollare. Ogni tanto si legge qua e là, qualche proposta costruttiva, senza però che ci sia la possibilità di prefigurare momenti di sintesi in grado di progettare eventuali itinerari da percorrere.

Gli stessi documenti di recente elaborati dai gruppi di lavoro nazionali che si sono riuniti e che avevano, mi pare, il fine di costituire una piattaforma per il dibattito congressuale, si sono rivelati nient'altro che un'elencazione di possibili obiettivi non posti in maniera problematica, in cui c'è tutto ed il contrario di tutto.

Mi spiego, si dice "realizzare un'azione di convincimento nei confronti delle istituzioni ai vari livelli". Sembrerebbe un obiettivo ovvio, chi potrebbe contestarlo? Tutti d'accordo e via.

Ma mi chiedo: che significa e che cosa si dovrebbe fare? Quali sono queste istituzioni, quali le priorità, quali gli strumenti ed i mezzi. Chi gli attori, quali gli interlocutori privilegiati: il governo centrale, quelli regionali o le province, le comunità montane o gli enti parco? E con quali strumenti: i raduni i convegni, gli eventi, gli interventi legali o le manifestazioni di protesta? ED IN FUNZIONE DI CHE COSA: Promuovere i campeggi o le aree di sosta oppure i camper stop o la realizzazione di dèpliants specifici.

E qual'è l'obiettivo prioritario e quale quello secondario. Quali le forme di autofinanziamento e i servizi da offrire?

La risposta che non vorremmo sentire e che ci auguriamo non venga fuori è quella che afferma che tutti gli obiettivi sono giusti, che tutti vanno bene e che ci si muove a largo raggio senza priorità, facendo quello che i limitati mezzi finanziari permettono di fare, favorendo qualsiasi accordo con gli alleati che sono disponibili, magari con la Federturismo, tanto poi se c'è qualche criticone, si fa sempre in tempo a tornare indietro. Tanto alle assemblee nazionali tutti quei consiglieri e presidenti di Club vogliono, sempre e soltanto, discutere delle norme del tesseramento, delle interpretazioni dello statuto e così via.

Quello che invece vorremmo scaturisse dal dibattito è invece la formulazione di un programma di largo respiro strategico che, nell'individuazione di priorità non eludibili, definisca gli obiettivi compatibili con il contesto storico-culturale-politico del momento; individui con chiarezza gli attori e gli interlocutori ai vari livelli; determini gli strumenti idonei ad articolare la strategia ed i mezzi necessari con le iniziative di autofinanziamento

Nelle Marche ci siamo mossi in questa direzione ed i risultati sembrano essere condivisi ed efficaci.

Il problema è complesso ed è necessario perciò che la discussione inizi e che ognuno si adoperi perché si crei la possibilità di iniziare un itinerario virtuoso che, nella valorizzazione delle competenze e delle risorse umane che pure sono presenti all'interno dell'associazione, ma anche al di fuori, riesca a dare una maggiore autorevolezza alla Federcampeggio ed a restituire agli associati tutti entusiasmo e voglia di fare.

 Nicola Manes  


VELLEITARI? NO! UNANIMISTICI

(dal numero di settembre 2001)  

Ci si è sempre chiesti che cos’è che spinge la gente a riunirsi in associazioni ed a operare nei più svariati campi con disinteresse e piena attitudine per il volontariato a fini sociali.

Le motivazioni sono talmente numerose che è pressoché impossibile enumerarle tutte, anche perché spesso rispondono a pulsioni inconsce di cui non se ne ha nemmeno la consapevolezza. Di certo vi è solo un riferimento comune, sperimentato nel corso degli anni ed accettato ormai come infallibile ed indiscutibile : E’ quello che viene comunemente definito come "La forza delle idee". Elaborazioni ed impulsi che portano le persone ad impegnarsi per un fine, per un ideale, per un progetto. Tanto più esso è efficace, quanto maggiore è la sua capacità di comunicare certezze condivise e di attuare nel tempo esempi di realizzabilità.

Queste riflessioni semplici e direi scontate per quanti operano nel mondo delle associazioni, sembrano essere state volontariamente e speriamo provvisoriamente messe in disparte dai responsabili delle maggiori associazioni nazionali di utenti che si occupano di turismo plein air in Italia e cioè: Federcampeggio, Unione Club Amici e Coordinamento Camperisti.

Dopo un primo incontro interlocutorio a Porto Recanati, i responsabili nazionali di queste associazioni, assente l’Actitalia allora ancora in fase di organizzazione statutaria, si sono incontrati a Calenzano dove, in un clima di cordialità, hanno discusso ed emesso alla fine un comunicato in cui si afferma: "di voler dare segnali di cambiamento; di proporre una serie di interventi quanto più unitari ed incisivi possibile; di collaborare con le Case costruttrici; di promuovere confronti con i gestori dei campeggi e di adoperarsi per la diffusione delle aree di sosta attrezzate e multifunzionali".

Il tutto naturalmente nel rispetto dell’autonomia di ogni singola organizzazione.

Sappiamo qualcosa di più in seguito ad un comunicato di Ivan Perriera dell’Unione Club Amici che, con la generosità e semplicità che lo contraddistinguono, sottolinea l’importanza di "un tavolo comune" che dovrebbe portare alla realizzazione di uno o due progetti unitari all’anno e mette immediatamente a disposizione il suo mandato in modo da conformarsi alle scadenze di quelli delle altre associazioni. Altre ed ulteriori notizie le abbiamo desunte dagli articoli apparsi su "Turismo all’aria aperta".

QUAL’E’ LA NOSTRA OPINIONE? La diciamo subito ed anche se non piacerà a taluni, per onestà intellettuale e lealtà verso i protagonisti, la diremo tutta!

Al di là di quello che si riuscirà a fare dopo, il comunicato è IL SOLITO ELENCO DI BUONE INTENZIONI PRIVO DI UN QUALSIASI RIFERIMENTO PROGETTUALE.

Aria fritta che ci sentiamo ripetere da parecchio tempo e che rischia di vanificare ogni serio tentativo di volontà di impegno da parte dei soci e che non favorisce certo la politica di nuove adesioni che non siano motivate dai raduni, dagli sconti, dalla vita dei Club.

In verità, nel comunicato, vi è un’unica indicazione certa di carattere strategico. Ed è quella che fa riferimento alla promozione delle aree di sosta attrezzate e multifunzionali, possibilmente in collaborazione con la Protezione civile.

E’ un progetto caro al Coordinamento Camperisti che lo propone da parecchi anni.

Ignoriamo purtroppo quante di queste aree siano state realizzate e che risultati esse abbiano avuto. Ci chiediamo però se i proponenti conoscano la complessa normativa di attuazione di tali aree e gli altissimi costi di realizzazione.

Per quanto riguarda poi le aree attrezzate multifunzionali, possiamo dire che ne abbiamo avuto un esempio negli anni passati a Fano ed alla luce di questa esperienza, possiamo affermare che la coabitazione con mercati, feste fiere e circhi, non è stata assolutamente gradita ai turisti plein air.

Le aree di sosta attrezzate multifunzionali ci sembrano quindi non proponibili, specie se confrontate col modello elaborato dalla regione Marche e dai Club marchigiani che hanno permesso su tutto il territorio la realizzazione di ben circa 70 aree attrezzate esclusivamente per i turisti plein air e quasi tutte pienamente funzionanti.

Si dirà: ma è stato il primo incontro e si dovevano raggiungere dei compromessi! Sì, ma si rischia di cominciare COL PIEDE SBAGLIATO, oltretutto la Federcampeggio è vincolata da un deliberato assembleare che indica le aree di sosta attrezzate per il plein air come obiettivo della Federazione e da una conseguente proposta di legge regionale inviata a tutti i Club ed alle Unioni regionali.

In conclusione, nulla di positivo ci sembra che emerga da questo incontro se non la volontà di incontrarsi ad un tavolo comune e di instaurare rapporti di cordialità e di ricercare possibili strategie comuni.

E’ UN PO’ POCO PER DARE LA FORZA ALLE IDEE

Nicola Manes


UNICALOGO PER IL DOPO-VACANZE

(dal numero di settembre 2001)  

Le vacanze sono finite. Per i più si è concluso il periodo di apnea non lavorativa e si ritorna ai soliti ritmi, più o meno frenetici, più o meno obbligati.

Dicono che esiste uno stress da rientro dalle vacanze. Infatti, quasi per tutti non è il periodo più felice, anzi spesso è il più malinconico. Come affrontare, quindi, questo periodo di contraccolpo psicologico? Quali accorgimenti adottare per renderlo più indolore? Ma, soprattutto, come evitare che chi rientra cerchi di scaricare il proprio stress su altri?

Leggiamo su giornali o settimanali alcune rubriche di consigli che, solitamente, ci propinano dei decaloghi, peccando forse di immodestia, in omaggio a quello, ben più importante, ricevuto sul Sinai.

Io non mi sento all’altezza di dare consigli, anzi, semmai ne ho bisogno. Mi sento invece in dovere di rivolgermi a quelli che, nel patetico tentativo di prolungare l’illusione del clima ozioso e godereccio delle vacanze, si affidano alla memoria, ricordando ad ogni occasione i momenti vissuti in quel periodo. Niente di grave, per carità, se questo aiuta! Ma a loro riservo un unicalogo, in quanto si compone di un articolo solo, e precisamente:

1. NON FATECI VEDERE I VOSTRI FILMINI !

Più che un consiglio, è una preghiera, in memoria delle ore di immensa noia trascorse a vedere scorrere immagini delle quali non mi importava nulla, con personaggi che non conoscevo, con la descrizione di sensazioni totalmente estranee perché non. le avevo vissute.

Vi prego, non propinate ad amici e parenti un supplizio di sbadigli repressi, di finte attenzioni, di occhi tenuti spalancati nel terrore che si chiudano impietosamente. E non peggiorate la situazione con i commenti. Se le persone che compaiono nel filmino sono sconosciute, rimarranno tali, anche se voi ne dite nome, cognome, soprannome e parentela con altri sconosciuti. Prima non sapevamo che quello è il gatto di vostro cognato, che quello a destra è un francese vicino di piazzola molto simpatico, che la carne che state cucinando nel barbecue è costata molto poco. Ebbene, forse saperlo vi sconvolgerà, ma saremmo sopravissuti ugualmente.

Una sola volta non ho sofferto. Era un filmino su un viaggio negli Stati Uniti risolto interessante e girato con una certa maestria. Almeno così mi hanno riferito quando mi hanno svegliato.

Luciano Mantovani


Documento del Consiglio Direttivo  

(novembre 2001)  

Il Consiglio Direttivo intende prendere posizione ufficialmente in merito al documento elaborato al termine dell’incontro svoltosi tra Federazione Italiana dei Campeggiatori, Coordinamento Camperisti e Unione Club Amici.

Premesso che rimane il giudizio positivo su ogni tentativo di identificazione di strategie e obiettivi comuni, ribadiamo il giudizio totalmente negativo sull’indicazione, che emerge dal comunicato, all’impegno comune per la diffusione delle "aree multifunzionali".

Con tale definizione si fa riferimento ad aree quasi sempre collegate con la Protezione Civile, che per tipologia, dimensioni, servizi e funzioni, ben difficilmente e raramente possono coincidere con le caratteristiche delle aree di sosta attrezzate per camper. Queste ultime richiedono investimenti, strutture e dimensioni assai minori e vanno collocate più vicino possibile ai centri storici e ai luoghi di interesse turistico.

Invitiamo tutti gli addetti ai lavori a fare tesoro, in proposito, dell’esperienza della Regione Marche, una regione che, grazie soprattutto all’impegno del nostro e di altri club locali e alla sensibilità degli Amministratori, si è dotata per prima in Italia di leggi apposite per regolare la materia e per finanziare la realizzazione delle aree di sosta per camper.

Il risultato è che sono a disposizione una settantina di aree di sosta, diffuse in tutto il territorio; queste aree consentono una pratica del turismo itinerante in piena libertà, una vacanza vera, senza i condizionamenti e le limitazioni imposti dal Codice della Strada.

Riteniamo infatti che il ben noto art. 185 del C.d.S., se da un lato offre il vantaggio di equiparare, in linea di principio, l’autocaravan all’autovettura, consentendole di poter parcheggiare ovunque, per altri versi si rivela assai dannoso alla pratica del nostro turismo ed in particolare nei posti molto frequentati dai turisti. Infatti, l’ampio potere discrezionale dei Sindaci può azzerare con facilità questo diritto e, soprattutto, in certe località e in certi periodi risulta davvero difficile sostenere che il parcheggiare senza poter impiegare appieno il proprio mezzo di vacanza (utilizzando tendalino, finestre, tavolino, sedie, ecc.) possa definirsi "vacanza". Meglio, a nostro avviso, rinunciare a poter posteggiare su certi parcheggi del lungomare, meglio sostare in un’area di sosta attrezzata, con servizi adeguati ed in posizione adeguata (non un ghetto, ovviamente!) che permetta davvero di godere la "vacanza vera". Meglio non provocare il dispregio di chi vede comparire un muro di camper che altera la fruibilità e il paesaggio (e a volte, purtroppo occorre ammetterlo, il disprezzo è dovuto anche al comportamento incivile di chi scarica i liquami del proprio camper: ma contro imbecilli del genere non c’è legge o regola che tenga): perché in questo ed altri casi simili, il divieto di sosta arriva puntuale.

Il Camping Club Pesaro invita tutti (le Associazioni Nazionali, la stampa specializzata, i costruttori, i centri vendita, gli addetti ai lavori) a una riflessione e ad un confronto su questi temi. Negli ultimi anni il settore ha fatto passi da gigante: aumento di mezzi circolanti, di immatricolazioni, di produzione, di addetti, di fatturato, ecc. Vorremmo che ci si rendesse conto che se, a fronte di tutto ciò, dovesse continuare a verificarsi un aumento di divieti e limitazioni alla pratica del turismo plein air, sarebbe inevitabile un crollo di tutto il settore, in primis delle vendite, con tutto quello che ne conseguirebbe.

Per dimostrare una reale volontà di confronto e di elaborazione e non una superficiale e fumosa dichiarazione d’intenti, il Camping Club Pesaro organizzerà nel prossimo aprile un Seminario di Studi su questi temi. Si svolgerà presso l’Istituto Panzini di Senigallia e invitiamo sin d’ora chi interessato a farsi avanti.

 

CAMPING CLUB PESARO

Consiglio Direttivo 14 ottobre 2001


I MISTERI DEGLI ISTITUTI

GIURIDICI ITALIANI

(dal numero di novembre 2001)  

  

Grande sensazione, sconcerto e rabbia, ha suscitato la recente sentenza della Cassazione Civile sulla facoltà da parte dei Comuni, di inibire la sosta delle autocaravan su strade o tratti di strade.

Il quesito, che ha interessato il comune di Orosei, per le motivazioni addotte, è destinato ad aumentare il tasso di confusione e le contraddizioni esistenti ed operanti nell’ambito delle istituzioni interessate del paese.

Il ragionamento dei giudici della Cassazione è molto semplice:

Il principio sancito dagli art. 54 e 185 del Codice della Strada che prevede per le autocaravan la medesima disciplina degli altri veicoli, afferma anche la facoltà di imporre una tariffa diversa per esse, in tal modo evidenziandone la situazione peculiare.

Questa frase così lapidaria significa: poiché nei parcheggi è prevista una tariffa maggiorata per le autocaravan, evidentemente la legge riconosce che vi è differenza tra veicoli ed autocaravan, ergo, può non essere prevista tra le stesse, l’equiparazione della normativa in tutti gli altri casi.

Cosicché i comuni possono stabilire divieti anche per le sole autocaravan.......ecc.......

Per una norma assolutamente secondaria, in alcun luogo applicata, almeno nella misura prevista quindi, si annulla uno dei principi generali che ispirano le disposizioni sulla circolazione e la sosta dei veicoli ricreazionali sulla strada e sulle aree ad esse pertinenti.

Come dire, in questo paese le leggi sono valide fino a quando l’interpretazione dell’articolato, in questo caso dell’Istituzione somma, non ne dia il giusto senso, anche a costo di stravolgerne uno dei principi ispiratori.

Più in generale verrebbe da chiedersi se nell’istituto dell’interpretazione ormai imperante in ogni amministrazione pubblica, sia posta in essere la preoccupazione del rispetto della volontà dell’organo legislativo, e cioè del Parlamento. Ma questo è un argomento che ci porterebbe molto lontano.

La situazione attuale vede quindi sancita inequivocabilmente la facoltà da parte dei comuni di stabilire divieti, anche per le sole autocaravan e che l’equiparazione con gli altri veicoli può non essere valida.

Peraltro, poiché la sentenza cita obblighi, divieti e limitazioni relativi sempre a strade o tratti di strada, ne consegue la riconferma, anche per altre considerazioni, dell’illegittimità dei divieti generici su tutto il territorio comunale.

Allargando il discorso, ci piacerebbe sapere a questo punto e speriamo che qualcuno ponga il quesito, se anche la presunzione di fare campeggio, riferita al fatto che qualcuno dorma all’interno del veicolo ricreazionale, sia sanzionabile da parte dei tutori dell’ordine e se lo stesso principio debba o no valere anche per gli altri veicoli, anche quando tranquillamente utilizzano tavoli, sedie, cucine da campo per fare pic-nic e vita all’aria aperta.

Come è evidente le contraddizioni insite nel guazzabuglio delle leggi e normative operanti nel nostro paese, sconsigliano l’impostazione di strategie di sviluppo del turismo plein air che si basino esclusivamente sull’approvazione di norme e leggi, qualora le stesse non siano integrate da efficaci interventi a tutti i livelli ai fini di rendere possibile la conoscenza dei vantaggi sociali, culturali, ambientali e soprattutto finanziari che costituiscono il corredo specifico del turismo plein air.

Ma prima di stracciarmi le vesti e dichiarare il lutto, mi pare di poter affermare che in fondo, questa sentenza non fa altro che codificare quella che è la realtà alla quale siamo purtroppo abituati: ogni comune fa quello che vuole e che ritiene giusto, interpretando o no il comune sentire, adducendo una serie di motivazioni più o meno ispirate agli interessi dei propri cittadini, non sempre al rispetto dei diritti degli altri, e le vertenze legali lasciano il tempo che trovano.

La riflessione finale che mi sento di fare è questa:

Le battaglie si vincono con l’elaborazione e l’attuazione di strategie integrate, suscettibili di far approvare norme e leggi, ma anche e soprattutto di suscitare consensi affinché le stesse possano essere applicate come conseguenza di chiare e coscienti manifestazioni di volontà.

Nicola Manes


IL VENTENNALE DEL CLUB

(dal numero di gennaio 2002)  

 

Il gruppo dirigente del Club augura ai Soci un Felice 2002, ricco di gioia e soddisfazioni. 

Il 2002 segna i 20 anni di vita del Club. Un periodo in linea con lo sviluppo del settore del turismo plein air nell’intero continente europeo. Il nostro Club è riuscito in questi ultimi anni a darsi una fisionomia specifica a livello nazionale, sia per la redazione del giornalino, giudicato tra i migliori,

sia per il numero e la qualità delle iniziative e delle manifestazioni, sia per i consolidati rapporti con gli enti pubblici ed il mondo del plein air in generale.

L’attività svolta ha avuto riscontri anche nel numero delle adesioni che, negli ultimi anni ha segnato aumenti progressivi e consistenti oltre ogni più rosea previsione. Nel dettaglio il prospetto :

ANNO   N° soci

1997   114

1998   163

1999   278

2000   410

2001   450

Ormai prossimo ai 500 soci, il nostro può essere quindi considerato come un grande Club che merita di festeggiare i suoi 20 anni nella consapevolezza che i traguardi sono stato raggiunti con la dedizione e la passione di tutti quei soci dirigenti o semplici iscritti che, in questi anni hanno dedicato tempo ed entusiasmo alla migliore riuscita delle iniziative programmate.

IL PRANZO SOCIALE CHE SI TERRA' AL RISTORANTE ‘ LEON D’ORO ‘ DI ACQUALAGNA IL 17 FEBBRAIO SARA QUINDI LA MANIFESTAZIONE UFFICIALE DEL VENTENNALE, ALLA QUALE TUTTI I SOCI SONO INVITATI

Saranno premiati gli ex presidenti, i soci più anziani di iscrizione al Club ed un riconoscimento sarà dato a tutti quegli amministratori di enti locali: provincia, comuni, comunità montane che maggiormente si sono distinti nella collaborazione con le attività del Club.

Il pomeriggio sarà allietato dalla musica del nostro socio MARCO e del noto cabarettista AGOSTINO. Quindi una ricca lotteria e quattro salti. 

Si proseguirà con un’iniziativa a livello nazionale, l’organizzazione del SEMINARIO DI STUDI presso L’ISTITUTO ALBERGHIERO DI SENIGALLIA.

La manifestazione si svolgerà il 13/14 di aprile.

Sarà l’occasione per riunire tutto il mondo del plein air: Club, Associazioni, Aziende produttrici di camper e di articoli per il campeggio, Rivenditori, giornalisti, Amministratori ecc. per cercare di dare una risposta concreta ai seguenti interrogativi :

- Qual’è la struttura ricettiva più consona alle esigenze del turista plein air, in grado di costituire, in una visione strategica, l’obiettivo prioritario d’impegno da parte di tutti i protagonisti del mondo del turismo itinerante?

- La maggior parte dei camper proposti dal mercato rassomigliano sempre più a vere e proprie case viaggianti e sempre meno ad abitacoli da viaggio, soddisfacendo più le esigenze di un turismo semi-stanziale, in luogo del turismo della mobilità. Quindi più spazi, comodità ed estetica, ma ciò significa spesso veicoli oltre i pesi consentiti, sbalzi pronunciati e pericolosi per la stabilità, meccaniche sottodimensionate. I progetti futuri faranno riferimento alla logica produttiva degli allestitori o alle richieste degli utenti? Qual’è il punto d’incontro tra sicurezza, estetica e comodità?

 

La terza manifestazione si svolgerà nel ponte dei Santi a inizio novembre, sarà realizzata in collaborazione con la LAIKA e avrà un riscontro internazionale.

Sulla scia del successo della precedente manifestazione di Pergola, questa famosa ditta costruttrice di veicoli ricreazionali di alta gamma, riconosciuti ed apprezzati in tutta Europa, ha ritenuto di rinsaldare i rapporti col nostro Club, dandoci l’incarico di organizzare una manifestazione LAIKA per pubblicizzare e promuovere la prestigiosa linea dei modelli KREOS.

Il riconoscimento delle capacità organizzative del nostro Club ci sollecita a fare ancora meglio di Pergola. Stiamo ipotizzando insieme agli amministratori di Gradara, Pesaro e Sassocorvaro un itinerario suggestivo con giochi, arte e degustazioni. Il raduno farà base a Gradara

Il 2002 sarà comunque ricco di viaggi, appuntamenti ed altre manifestazioni. Il programma si va man mano arricchendo con le proposte dei soci, mentre richieste di partecipazione ci pervengono da parte di altri Club. Inoltre vogliamo ricordare il giubbotto impermeabile di colore verde (di valore superiore alle 20.000 lire) che verrà dato in omaggio ai Soci 2002.

Sarà un anno pieno di impegni ma ci auguriamo ricco anche di gioia e soddisfazioni.

Nicola Manes


Per chi non conosce il camper

(dal numero di luglio 2002)

 

Noi tutti ci consideriamo profondi conoscitori di Camper, ma ne siamo proprio sicuri? Per i neofiti e per rinfrescare la memoria agli esperti, ho ritenuto opportuno stendere una specie di Glossario delle varie parti del Camper.
Ø POSTO DI GUIDA – C’è, ve l’assicuro. Tanto più che il Camper è anche un veicolo. Quindi, se avete un attimo di esitazione, vi indico il modo per individuarlo. Sotto una marea di carte stradali, cartine di caramelle, bicchieri di plastica, briciole di panini, resti secchi di Nutella, dove c’è un sedile macchiato di caffè, ecco: quello è il posto di guida.
Ø POSTO DEL NAVIGATORE – Questo è più facile perché è alla destra del posto di guida. Solitamente è occupato dal cosiddetto “navigatore”, cioè da colui (meglio: colei) che aiuta il guidatore, indicandogli la strada giusta. L’obiettivo è quasi sempre mancato, ma la sua funzione rimane utilissima. A chi dare la colpa dell’incrocio sbagliato, del cartello non visto, dei chilometri e chilometri fatti nella direzione contraria?
Ø MANSARDA – A prima vista il profano si chiede perché questo vano non sia stato chiamato ripostiglio. Ma se guarda con attenzione ed ha 20 minuti di tempo per spostare il tavolino pieghevole, le poltroncine pieghevoli, il sacchetto del pane, i pantaloni sgualciti, il televisore, i souvenir le cui confezioni non si possono rovinare e che andranno spostati dalle 25 alle 30 volte, la perseveranza verrà premiata dallo spuntare di un cuscino e di un copriletto e, dopo un po’, di un letto. Ma la mansarda ha anche la caratteristica di essere meno dura del previsto. Se interpellate i vostri gomiti, le ginocchia e la fronte, vi confermeranno che i lividi sono altamente sopportabili.
Ø ZONA PRANZO – La distribuzione dei posti costituisce un problema solo le prime volte, poi ci si assesta. L’unico posto individuabile da subito è quello più lontano dalle stoviglie, quello che dà l’alibi al capofamiglia di non riuscire a dare una mano perché impossibilitato a spostarsi.
Ø CORRIDOIO – La disposizione degli spazi, oltre che la legge della impenetrabilità dei corpi, prevede che il corridoio possa essere attraversato da una sola persona per volta. Quanto sopra dovrebbe essere una banalità, … dovrebbe.
Ø ZONA CUCINA – Se le zone avessero un soprannome, questa sarebbe la zona in cui la donna si innervosisce. Non è che le case costruttrici inseriscono sadicamente sostanze allucinogene? Non si spiega altrimenti l’assoluta costanza del verificarsi del fenomeno.
Ø ARMADIO – Vano in cui viene stipata una quantità incredibile di abiti inadatti al clima che ci attende alla meta del viaggio.
Ø BAGNO – E’ composto da due vani. Il bagno vero e proprio, sulla cui funzione non credo opportuno dilungarmi, ma che vi sorprenderà perché vi farà scoprire la vostra inaspettata capacità di grattarvi le ginocchia con gli incisivi. E’ innegabile, però, che i crampi ed i formicolii dovuti alla posizione stile Killy o ad uovo vi costringerà, fatto o non fatto, ad abbandonare la postazione dopo pochi minuti. Il vano doccia è anch’esso di indubbia utilità. Infatti, dopo mezz’ora impiegata a liberarlo di tutte le cose ivi appoggiate provvisoriamente, puzzerete come una capra e dovrete forzatamente fare la doccia.
Ø GAVONE – Ripostiglio esterno in cui trovate tutto quello che non serve. C’è anche quello che serve, ma non lo trovate quando vi serve.
Ø RIPOSTIGLIO DELLE BOMBOLE DEL GAS – Piccolo vano angusto in cui dovrete destreggiarvi meglio di un contorsionista di Orfei per smontare il polmone della bombola esaurita e rimontarlo su quella di scorta Questa operazione avviene quasi infallibilmente (nel 93% dei casi, secondo un’apposita indagine ISTAT):
a) Nel mezzo della bollitura della pasta, la quale invece che al dente, sarà alla gengiva.
b) Alle 2 di notte, con una temperatura esterna di –10 e con una temperatura interna che, con lo spegnersi della stufa, vi si avvicina progressivamente, finchè vostra moglie non vi butterà letteralmente dal letto (in mansarda). Quando tornerete tutto tremante vi riaccoglierà fra le sue braccia. Per due secondi, fino al momento in cui la toccherete con le punte dei piedi.
Ø CAMPER – Dicesi tale quel curioso veicolo che riserva ai propri utenti sempre nuove, e non sempre piacevoli, sorprese.
Ø UTENTI DI CAMPER – Diconsi tali quei curiosi individui che si vendicano ridendoci sopra.

Luciano Mantovani


Diario di un'esperienza

(dal numero di novembre 2002)

 

‘NOCERA UMBRA: RADUNO ANNUALE DEI CAMPER”

Venerdì 24 maggio 2002
Sono il professor Sergio Natalini: non vedente.
Sto aspettando l’amico architetto Pier Francesco Gasperi, perché dobbiamo recarci a Nocera Umbra per partecipare al raduno annuale dei camperisti. Finalmente, verso le ore undici, arriva “Cecco” (per gli amici) inizia così, da Marciano di Romagna, il nostro viaggio in camper. Era la prima volta che avrei viaggiato con questo mezzo. Appena sono entrato nell’abitacolo, ho provato interiormente, una sensazione fantastica: come un senso di libertà, di indipendenza. Ho preso immediatamente cognizione dell’ambiente; tutto questo per un cieco è una realtà magnifica.
Sostiamo brevemente a Gualdo Tadino, per consumare un veloce e frugale pasto a base di panini. Terminato il pranzo, ripartiamo immediatamente.
Finalmente, verso le ore quindici, raggiungiamo, felici e soddisfatti, la meta stabilita: ‘Nocera Umbra”. Parcheggiamo il nostro camper (a due posti), nel piazzale appositamente allestito per l’occasione del raduno. Dopo esserci rinfrescati e sistemati alla meglio; abbiamo fatto la conoscenza degli altri camperisti, provenienti da diverse località italiane.
Espletate tutte le formalità di rito, ha inizio il raduno vero e proprio. Una navetta ci porta in una località sopra Nocera, dove si trova un frantoio dal quale si estrae e sì lavora il “carbonato di calcio”. Poi alcuni esperti ci hanno mostrato e spiegato approfonditamente, l’iter lavorativo del materiale, anche con l’ausilio di diapositive. Purtroppo, per il maltempo, non è stato possibile visitare le interessanti cave della miniera. Tutti i pasti sono stati consumati in un magnifico ed artistico convento francescano dove si è tenuto anche uno spettacolo danzante e musicale: che ha concluso così, in allegria, il primo giorno di raduno.
Sabato 25 maggio 2002:
secondo giorno di raduno.
Francesco ed io ci siamo alzati sereni e tranquilli. Pronti ed interessati a conoscere la realtà sociale, lavorativa ed economica di questa splendida località umbra; purtroppo oggi, quasi totalmente distrutta dall’ultimo catastrofico terremoto. Inflitti quando mi hanno descritto, come era stata ridotta la città, ho provato una profonda ed immensa tristezza. Durante la mattina abbiamo visitato la sorgente dell’acqua minerale ‘Flaminia o Nociera Umbra”. L’esperto ci ha spiegato con la massima precisione i controlli e l’imbottigliamento di questa eccellente acqua. In seguito ci siamo recati nel laboratorio dove viene lavorata la terra umbra; questa terra viene utilizzata per ottenere diversi prodotti, che vengono usati per curare numerose malattie. Guidati dall’assessore al turismo del comune, abbiamo fatto un veloce giro nel centro storico. Durante il percorso, l’assessore ci ha fornito utili notizie storiche riguardanti la fondazione della città, i suoi primi insediamenti umani e culturali e lo sviluppo economico del suo territorio. Inoltre, ci ha illustrato esaurientemente le principali caratteristiche delle sue opere d’arte. Abbiamo cosi potuto ammirare lo splendore dei suoi monumenti, la sublimità del suo paesaggio e la freschezza della sua natura ancora incontaminata. Purtroppo non ci è stato possibile visitare internamente nessun monumento, perché quasi tutti hanno subito gravissime lesioni. Io non ho potuto ammirare le innumerevoli bellezze di Nocera Umbra, perché come ho già detto precedentemente, sono cieco. Però, ho ugualmente appreso dalla descrizione dell’esperto l’antico splendore di chiese, palazzi, castelli e musei. Pertanto sarebbe auspicabile, che tutte le autorità competenti, si impegnassero a ristrutturare al più presto, tutto il centro storico per ridonare alla ridente ed amena località umbra, tutto il suo antico splendore artistico e storico. Nel pomeriggio, visita alle sorgenti del “cacciatore e dei topino”. Anche per queste acque minerali, l’esperto ci ha fornito esaurienti ed utili notizie. Io sono rimasto molto impressionato dal fragoroso rumore che emetteva l’acqua scorrendo nelle vasche. La serata del sabato è stata allietata da un concerto bandistico, eseguito magistralmente dalla gloriosa Fanfara dei bersaglieri.
Domenica 26 maggio 2002:
terzo ed ultimo giorno del raduno.
L’intera mattinata del giorno di festa è stata dedicata totalmente alle premiazioni. Il Sig. Lorenzo (il principale organizzatore del raduno), ha vivamente elogiato e ringraziato tutti i camperisti per il loro irreprensibile comportamento. Inoltre, ha anche espresso la propria soddisfazione per il Successo ottenuto dalla manifestazione. Al termine del raduno, tutti i presenti hanno tributato un caloroso e meritato applauso a tutti gli organizzatori.
“ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO”.
Prima di lasciare definitivamente l’artistica e splendida Nocera Umbra; Francesco ed io decidiamo di scalare, naturalmente con l’aiuto del camper, i tornanti del monte Pennino, arriviamo a quota 1600 metri; raggiungiamo in fine la vetta del monte a 1650 metri. Francesco emette continuamente esclamazioni di meraviglia. Quando ho saputo il motivo di tale giubilo, pure io ho provato un senso di gioia; felice di constatare che, ancor oggi, esistono luoghi come questi. Infatti l’aria è finissima e salubre, la campagna montana è rivestita di profumati fiori che formano un soffice e magnifico tappeto, il paesaggio spazia all’infinito; è insomma un paradiso terrestre.
Dopo aver contemplato tutte queste meraviglie naturali, allegri e briosi, scendiamo verso valle; l’aria montana ci ha stuzzicato l’appetito. Abbiamo pranzato presso il ristorante Pennino; un pasto sostanzioso e saporito tutto a base di tartufo innaffiato da un buon bicchiere di vino. Ottimo!...
Seppure a malincuore lasciamo definitivamente Nocera Umbra, per intraprendere il viaggio di ritorno verso Morciano di Romagna (Rimini).
Ho lasciato la città di Nocera Umbra, consapevole di essermi interiormente arricchito di nuovi valori umani. Valori acquisiti: dopo aver conosciuto ed apprezzato, con gioia la socialità, la cordialità e l’ospitalità della popolazione nocerina. Inoltre, ho anche acquisito una nuova esperienza personale che rimarrà per sempre indelebile nella mia memoria; quella di aver vissuto in camper: all’aria aperta ed a stretto contatto con la natura. Tutto questo mio arricchimento culturale, artistico e sociale, è interamente dovuto al mio carissimo amico Francesco, il quale mi ha offerto l’occasione di aver potuto conoscere ed apprezzare la vita quotidiana e realistica di Nocera Umbra. Inoltre, mi ha dato l’opportunità, più unica che rara, di vivere con lui nel suo camper, è stato meraviglioso!
Francesco è un personaggio carico di umanità, sempre allegro e sorridente, sempre rispettoso e disponibile verso il prossimo.
Grazie Cecco, grazie veramente di cuore. Te ne sarò sempre riconoscente.

Natalini Sergio

 

 


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